Dal pescaturismo al diving: quando il mare non è solo turismo balneare

  Il Dipartimento Pesca Mediterranea in vetrina a Travelexpo

 

Palermo, 4 aprile 2018 – Il mare per la Sicilia rappresenta un fulcro imprescindibile, centro fondante della sua identità che nell’acqua affonda le sue radici mitiche. E il mare è anche un’importante risorsa economica e per il turismo ha una valenza straordinaria come fonte di attrazione. Ma per il comparto turistico oggi il mare non è più solo soggiorni balneari. Le località siciliane che si trovano sulla costa ormai sono in grado di offrire un ventaglio di proposte che da sole possono diventare attrazioni turistiche e spinte motivazionali per scegliere di fare una vacanza in quel luogo. Dai borghi marinari alle tonnare, dai musei del mare ai prodotti ittici, dalla nautica al pescaturismo.

 

Un insieme di aspetti e soggetti quanto mai variegato che quest’anno per la prima volta avrà in Travelexpo una vetrina d’eccezione. Dal 6 all’8 aprile, al Resort Village Città del Mare il Dipartimento della Pesca Mediterranea ha deciso di presenziare con un’ampia area espositiva articolata nelle seguenti aree tematiche: Pescaturismo; Ittiturismo; Turismo museale (musei del mare); Turismo etnoantropologico (tonnare, opifici, borghi, fari); Turismo naturalistico (itinerari in aree marine protette, riserve marine orientate); Turismo gastronomico (specialità locali e di bordo); Turismo archeologico e subacqueo (snorkeling e diving).

 

Pescaturismo e Ittiturismo

 

Rappresentano una nuova e diversa opportunità per rivalutare l’attività della pesca e dare un significato più ampio al lavoro del pescatore professionista, un’occasione per far conoscere il modo di vita, le abitudini e le specificità di chi vive il mare e con il mare. Entrambi sono esempi di turismo esperienziale perché il turista si trova a vivere la destinazione che visita da una prospettiva inconsueta, sentendosi non solo comparsa ma protagonista delle attività legate al mare.

Durante la navigazione il pescatore potrà mostrare luoghi caratteristici della costa locale, come grotte, torri, piccoli borghi marinari e raccontarne la storia e le leggende; ai più curiosi potrà spiegare l’uso delle strumentazioni di bordo e mostrare la carta nautica per descrivere l’itinerario che si sta percorrendo. Il turista ha l’occasione di partecipare da protagonista alle battute di pesca tradizionale, di osservare e scoprire la lunga tradizione e cultura delle attività marinare arricchendo la propria cultura sull’ambiente; gustare il prodotto ittico appena pescato e cucinato sotto i propri occhi; andare in calette nuove ed isolate non raggiungibili via terra.

 

Nell’Ittiturismo il turista può essere ospitato nelle strutture a disposizione del pescatore per condividerne modo di vita ed esperienze. Tra l’altro, l’Ittiturismo si propone di ripristinare aree soggette a degrado, come antichi borghi marinari e località isolate da problemi storici e logistici. La ristrutturazione di antichi borghi offre inoltre la possibilità di allestire piccoli ristoranti tipici dove si cucina il pesce appena pescato ed altre pietanze tipiche del luogo, di aprire botteghe dove è

possibile acquistare i prodotti locali preparati artigianalmente e piccoli musei della pesca per imparare qualcosa in più sulle arti e le tradizioni di questo mondo.

 

Musei del Mare

 

I Musei del mare conservano ed espongono gli oggetti della nostra storia marinara e del millenario rapporto dell’uomo con il mare. Barche, navi, anfore, sestanti e bussole, àncore, reti e strumenti da pesca, attrezzi dei maestri d’ascia, antiche carte nautiche, cannoni e relitti delle battaglie del passato, conchiglie arrivate da ogni parte del mondo e studi attuali sui sistemi ecomarini.

 

Arsenale della Marina Regia – Palermo

Sorto nei primi anni del Seicento rimase in funzione fino al 1797, poi venne adibito a carcere, a ufficio postale, a magazzino. Gravemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale è stato restaurato a partire dal 2013 ed è stato assegnato alla Soprintendenza del Mare che al suo interno organizza attività di promozione della cultura marinara in collaborazione con enti pubblici e organizzazioni private. L’Associazione Amici della Soprintendenza del Mare ha realizzato al piano terra un piccolo Museo della Storia della subacquea e l’Associazione culturale Museo del Mare e della Navigazione Siciliana «Florio» ha curato l’esposizione di alcuni importanti modelli navali della marina siciliana.

 

Forte San Salvatore e la Sala storica dei fari di Sicilia – Messina

Nel forte è stata allestita la sala storica dei fari che documenta la storia dei Fari della Sicilia attraverso i secoli, la loro utilità e funzionalità nel contesto dell’ausilio alla navigazione, la struttura, le tecniche di costruzione, i progetti e l’evoluzione tecnologica dei metodi e dei modi di illuminazione. Una sezione è dedicata alla figura del Guardiano del Faro con la ricostruzione della tipica stanza da lavoro, con testimonianze, oggetti e ricordi del passato.

 

SirMuMa – Siracusa

L’idea di un museo per raccogliere le memorie materiali della cantieristica e della pesca siracusana nasce nel 1986 da Sebastiano Aliffi, Augusto Aliffi e Gaetano Bandiera. Dalla fase di raccolta degli attrezzi si passa agli studi tecnici e etno-antropologici e nel 2000 iniziano le attività con la mostra I calafatari. L’anno successivo nasce Syrakosia, consorzio di associazioni culturali di Siracusa che gestisce il museo e promuove iniziative di promozione della cultura marinara locale.

Nelle due sale, più soppalco, i percorsi museali raccontano la progettazione e costruzione di imbarcazioni in legno, lo scalo di alaggio, le attività del fabbro e del fonditore, la navigazione sui velieri, il buzzettu, la barca tipica di Siracusa, la tonnara è rappresentata con un modellino.

 

Museo del mare – Licata

Nato per iniziativa del locale gruppo archeologico Finziade che, dal 2012, si è dotato di un nucleo subacqueo. I lavori di recupero, condotti sotto la supervisione della Soprintendenza del Mare, presso il sito dell’isolotto San Nicola e della Secca Poliscia (tuttora in corso) hanno riportato a galla reperti archeologici databili tra il periodo protostorico e l’età medievale che ora sono musealizzati nei locali comunali del Chiostro di Sant’Angelo. La collezione più importante è quella delle àncore.

 

Museo del mare – Sciacca

Uno dei più giovani musei del mare d’Italia (è stato inaugurato ad aprile 2017) in cui si incrociano storie di legalità ripristinata, archeologia subacquea, ricerca storica.

 

Museo Archeologico regionale Lilibeo – Marsala

La sede museale è un edificio storico – uno stabilimento vinicolo del XIX secolo, il Baglio Anselmi – che si trova all’interno del Parco archeologico di Lilibeo. I locali furono acquisiti al Demanio regionale e adibiti a museo nel 1986 per esporre il relitto della Nave punica (III sec. a. C.) ed illustrare la storia della città antica.

Nel marzo del 2017 è stato inaugurato il nuovo percorso espositivo, completamente rimodulato e arricchito di reperti provenienti da recenti scavi e del relitto della nave tardo-romana di Marausa (IV sec. d. C.).

 

Ex Stabilimento Florio – Favignana

Costruito nella seconda metà dell’Ottocento, è stato il più importante e moderno stabilimento industriale dell’epoca per la lavorazione del tonno. Oggi è il museo del mare più grande d’Italia con una superficie di 19.848 mq e 18 sale espositive. Alcune sale conservano le antiche imbarcazioni usate per la pesca del tonno, altre reperti archeologici, altre ancora testimonianze della famiglia Florio.

 

Museo del Mare delle Attività e Tradizioni Marinare e dell’Emigrazione – Marettimo

Dal Portogallo alla California fino alle gelide acque dell’Alaska: i pescatori dell’isola di Marettimo hanno praticato l’arte della pesca su tutti mari. Questo museo, gestito dall’Associazione CSRT Marettimo da 30 anni ne custodisce le memorie.

 

Tonnare

 

A luglio 2017 il Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione siciliana ha approvato un programma rivolto alla valorizzazione della civiltà delle tonnare siciliane. Nell’isola sono presenti 65 tonnare fisse: 16 in Provincia di Palermo, 18 in provincia di Trapani, 4 in provincia di Agrigento, 1 in provincia di Caltanissetta, 2 nel ragusano e infine 12 nel siracusano e nel messinese. Il problema non è soltanto quello di tornare a pescare il tonno ma anche e soprattutto valorizzare le tonnare fisse ricostruendo il circuito delle tonnare.

 

A cominciare da quella di Favignana che è nelle condizioni di tornare a pescare il tonno ed è già un grande attrattore turistico. L’ex stabilimento Florio nell’isola di Favignana infatti è stato trasformato in un museo di archeologia industriale, tra i più interessanti del Mediterraneo. Nei mesi estivi, proprio per soddisfare le numerose richieste dei visitatori, il museo rimane aperto fino alla 23.30. La struttura si estende su 36 mila metri quadrati, di cui 20 mila sono stati recuperati. L’ex stabilimento industriale, oggi, può contare su quattro spazi museali. Il sito tra l’altro è al primo posto fra tutti i musei recensiti in Sicilia nelle classifiche del portale TripAdvisor e conta oltre 3 mila recensioni.

 

Fari

 

L’Agenzia del Demanio ha lanciato sul mercato la rete dei FARI e degli EDIFICI COSTIERI, beni di proprietà dello Stato situati in contesti di assoluta bellezza e carichi di suggestione. Questi immobili possono essere recuperati e riutilizzati a fini turistico-ricettivi, nel rispetto degli ecosistemi nei quali sono inseriti, ovvero alcuni tra i più straordinari territori costieri italiani.

 

L’obiettivo è di valorizzare questi beni partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile, come avviene già in Europa, ma anche negli USA, in Canada e in Australia, paesi che da tempo hanno sperimentato il modello del lighthouse accommodation: una formula turistica in chiave “green” a sostegno della conoscenza, dello sviluppo e della salvaguardia del territorio.

 

Si sono già conclusi due bandi gara realizzati nel 2015 e 2016 in collaborazione con Difesa Servizi Spa (Ministero della Difesa) per aggiudicare le concessioni fino a 50 anni di 29 tra Fari ed Edifici costieri di proprietà pubblica.

 

In Sicilia per 8 tra fari e strutture storiche siciliane sta per iniziare una nuova vita, con l’affidamento in concessione alle società che si sono aggiudicate per i prossimi anni (fino ad un massimo di 50) il secondo bando Valore Paese del Demanio. Nel futuro, ormai prossimo, diventeranno piccoli hotel di charme o resort superlusso, musei o ristoranti.

Il Faro di Capo Zafferano, a Santa Flavia, grazie al progetto di Top Cucina Eventi S.r.l., diventerà una struttura multifunzionale con una bottega del gusto, un ristorante, tre suite e un museo del mare.

Il Padiglione Punta del Pero a Siracusa, con gli interventi del Circolo Velico Magister ASD, diventerà un luogo chiave per conoscere la storia e le eccellenze locali del porto grande di Siracusa, mentre la Servizi Italia Soc. Coop. a.r.l. renderà lo Stand Florio a Palermo uno spazio per incontri, mostre temporanee, concerti all’aperto e cooking area.

 

E ancora, il Faro di Punta Libeccio a Marettimo verrà trasformato dalla società Mavi di Vincenzi Nadia & C. sas in una struttura con 8 suite in cui ospitare anche workshop di alta cucina e corsi di fotografia; il Faro di Punta Spadillo a Pantelleria se lo è aggiudicato la Hera Gestioni Alberghiere srl che lo farà diventare un “fishing lodge” con 6 camere e 2 suite.

 

Sul versante orientale dell’isola invece il Faro di Capo Mulini ad Acireale è stato attribuito a D.G. & Partners srl che realizzerà 6 suite mentre la Giesse Costruzioni srl gestirà il Faro di Capo Milazzo trasformandolo in un piccolo hotel con 5 suite. Infine il Faro di Capo Faro a S. Maria di Salina nelle Eolie aggiudicato da Capo Faro srl diverrà un hotel di charme con annesso un piccolo museo.

 

Riserve marine

 

Le Riserve Marine della Sicilia rappresentano un patrimonio naturalistico che l’isola ha voluto proteggere pur rendendolo fruibile ai turisti che oggi possono scoprire il mare turchese che le contraddistingue insieme a forme rare di flora e fauna subacquea.

 

Riserva Marina Isola delle Femmine – Capogallo

Si trova in provincia di Palermo, sulle coste settentrionali della Sicilia. È circondata da due Riserve Naturali ed è stata istituita nel 2002 per tutelare la fauna marina dall’altissimo valore scientifico e biologico. I fondali sono molto interessanti data la presenza di diverse grotte e depressioni che favorisco la presenza di numerose specie di pesci quali: saraghi, scorfani, labridi, corvine, cernie e murene. È possibile incontrare anche il barracuda mediterraneo, meduse Rhizostoma pulmo (polmone di mare), ricciole, tonni e tartarughe della specie Caretta caretta. Per quel che riguarda la flora, i fondali di questa porzione di mare ci offrono davvero uno spettacolo variegato e colorato fatto di alghe, coralli, gorgonie rosse e Axinella cannabina.

 

Riserva Marina Isole Pelagie

La Riserva Marina è stata istituita al fine di dare protezione ai particolari esemplari di flora e di fauna che vivono in questi fondali. La loro particolarità è data dalla presenza di diverse correnti, atlantiche e mediterranee, che generano biodiversità. Nelle zone rocciose si possono trovare donzelle dai fianchi rosso-arancio-verde, scorfani, bavose, stelle marine, salpe, aguglie, polpi, cetrioli di mare, spugne, labridi quali viriole e tordi, saraghi, orate, e occhiate. Inoltre, in queste acque, vivono anche pesci di taglia grossa come le cernie, le leccie stelle, le ricciole e pesci di tana come murene e gronghi.

 

Riserva Marina Plemmirio

Istituita nel 2001, si estende sulle coste orientali della Sicilia, a sud della città di Siracusa, davanti alla Penisola della Maddalena e Capo Murro di Porco. Il fondale è stupendo e una serie di grotte ospitano coralli solitari, spugne, cicale di mare, nudibranchi e moltissime specie di pesci. È qui, in questa Riserva, che vivono le conchiglie più grandi del Mediterraneo, i coralli coloniali e grosse cernie.

 

 

Riserva Marina Isole Egadi

La Riserva marina è stata istituita nel 1991 e comprende tutte e tre le isole che compongono l’arcipelago a largo di Trapani: Levanzo, Favignana e Marettimo. Questa riserva è stata istituita con l’intento di dare protezione a tutte quelle specie marine che vivono nelle acque dei grandi canyon che separano le tre isole. La presenza di fondali misti, roccia e sabbia, ha determinato una biodiversità unica nel suo genere. In generale nelle zone più profonde è possibile trovare aragoste e molluschi cefalopodi. In queste acque vive anche il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo che è una specie protetta e in via d’estinzione, la Pinna nobilis. Nelle acque più vicine all’isola di Marettimo si trovano diversi e coloratissimi organismi costruttori di barriere coralline.

 

Riserva Marina Isole Ciclopi

Nel territorio di Aci Castello, in provincia di Catania, è stata istituita, nel 1989, la Riserva Marina delle Isole Ciclopi. L’arcipelago è formato dall’isola Lachea, Faraglione Grande, Faraglione Piccolo ed altri quattro grandi scogli che sono disposti a forma di arco di fronte il paese di Acitrezza. In questo mare e nei suoi fondali di pietra lavica trovano posto spugne, stelle rosse, lucci marini, saraghi e cernie, ma anche colonie di Astroides calycularis, le arborescenti Eunicella cavolinii e Seriola dumerili.

Dove il fondale diventa più sabbioso è possibile incontrare i pesci pettine. Più in profondità si incontrano paramuricee e aragoste.

Per gli amanti della subacquea sono stati organizzati dei veri e propri itinerari alla scoperta di questi fondali attraverso i quali si potrà ammirare la bellezza di queste zone di mare protette e restarne stupiti.

 

Riserva Marina Ustica

Situata a largo di Palermo è una tra le prime Riserve Marine italiane, diventata oggi la capitale internazionale delle discipline subacquee e parco marino scientifico. Nelle sue acque sono presenti ben il 50% delle specie di flora e fauna mediterranee. Nelle acque circostanti questa piccola isola è possibile ammirare grotte e cunicoli dove si nascondono saraghi e donzelle, paguri e cernie, polpi e molluschi.

 

Archeologia subacquea

 

La tutela del mare non può prescindere dalla conoscenza e dalla sensibilizzazione di un pubblico più vasto che da qualche anno a questa parte ha l’opportunità di immergersi nel profondo blu della vita sottomarina e scoprire relitti di antiche navi sommerse, anfore e tesori.

 

La Sicilia può vantare una rete estesa di itinerari o parchi archeologici subacquei visitabili, circa 23, proposti dalla Soprintendenza del Mare. E nei casi in cui l’immersione risulta difficile (come a Cala Minnola a Levanzo e Cala Gadir a Pantelleria), sono stati sperimentati con successo i primi sistemi di telecontrollo e telefruizione a distanza ponendo alcune telecamere subacquee nei pressi di un relitto e rimandando il segnale a terra mediante cavi e trasmissione via etere.

 

La realizzazione degli itinerari culturali subacquei accresce il valore dell’offerta culturale costituito dal patrimonio storico-archeologico sottomarino siciliano, con ricadute importanti per l’offerta turistica culturale dell’Isola. Anche perché, contrariamente a quanto s’immagina, la fruizione di questi percorsi non è riservata solo ai sub in possesso di brevetti avanzati. La difficoltà dei percorsi infatti è molto variabile e alcuni di essi possono essere affrontati anche in snorkeling.